L’opera quattrocentesca di nuovo a disposizione degli studiosi e del pubblico. Il 27 marzo, la presentazione.
Il 27 marzo 2026 alle ore 10.30 viene presentata al Castello di Monselice la scultura Madonna con il Bambino, recuperata grazie alle indagini del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, dopo il furto avvenuto quasi cinquant’anni fa.
La scultura, databile attorno al secondo decennio del XV secolo, ritorna dunque nelle sale della Rocca, a disposizione degli studiosi e fino alla primavera 2027 esposta al pubblico.
Il recupero dell’opera è stato particolarmente complesso. Dopo la notte del furto, compiuto da ignoti il 10 marzo 1977, la prima segnalazione della scultura è avvenuta solo nel 2015, da parte della studiosa Federica Siddi, impegnata in quel momento in una ricerca sulla tradizione delle sculture lignee. Da allora sono partite le indagini, il cui iter complesso si è concluso con il recupero del manufatto a Zogno (Bergamo) e la restituzione alla Fondazione, grazie al lavoro dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia, in collaborazione con il Nucleo di Monza e il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo.
Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini: «Il ritorno di questa scultura è un avvenimento importante. Il ritrovamento di un’opera d’arte trafugata è sempre un evento da celebrare e una ferita che si rimargina. Per noi significa ricostruire l’unicità e la ricchezza della Collezione Cini e del Castello di Monselice. Inoltre, permette di riprendere il lavoro di ricerca storica sulla produzione e la circolazione delle opere d’arte, in questo caso tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, di cui la scultura ritrovata è un esempio straordinario».
La scultura
La scultura, in legno intagliato e dipinto, alta 122 cm, è entrata a far parte delle Collezioni di Vittorio Cini nel 1941, acquistata dall’antiquario romano Alfredo Barsanti. All’epoca, viene collocata con ogni probabilità nella cosiddetta “Sala dell’angelo” della Casa romanica, il nucleo più antico della Rocca, come risulta dall’atto di donazione del Castello di Monselice alla Fondazione Giorgio Cini, siglato il 23 febbraio del 1972.
La scultura viene attribuita, pur con cautela, allo scultore senese Francesco di Valdambrino, attivo tra la fine del Trecento e i primi decenni del secolo successivo. Gli studiosi segnalano infatti una serie di affinità sia con alcune opere certe dell’artista, come la Madonna con il Bambino della chiesa pisana di Sant’Andrea a Palaia, firmata e datata 1403, sia con un’altra scultura lignea conservata al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca, ricondotta a uno scultore lucchese gravitante intorno al cantiere del duomo, negli anni in cui lo stesso Valdambrino soggiornava in città.
Grazie agli accordi di collaborazione tra la Fondazione, la Regione del Veneto (attuale proprietaria del Complesso Monumentale di Monselice) e Veneto Edifici Monumentali srl (quale ente gestore), si è deciso di celebrare questo straordinario ritrovamento restituendo la scultura alla sua sede originaria e di presentarla al pubblico il 27 marzo.
Filippo Giacinti, aassessore al Patrimonio della Regione del Veneto: «Desidero esprimere, a nome della Regione del Veneto, le più vive congratulazioni ai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia per l’importante attività investigativa che ha consentito di recuperare la preziosa scultura. Un sincero ringraziamento va anche alla Fondazione Giorgio Cini per la scelta di restituire temporaneamente l’opera al Castello di Monselice, oggi di proprietà della Regione del Veneto. Si tratta di un gesto di grande sensibilità istituzionale e culturale che consente di ricollocare la scultura nel luogo per il quale era stata destinata da Vittorio Cini, restituendola alla comunità e al patrimonio storico del nostro territorio. Il ritorno di questa Madonna con il Bambino rappresenta non solo il recupero di un’opera d’arte, ma anche la restituzione di un tassello della nostra memoria e della nostra identità culturale».
Aldo Rozzi Marin, amministratore unico Veneto Edifici Monumentali srl: «Restituire al complesso monumentale un’opera che ne faceva parte significa ricomporre una parte della sua storia e rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità. Il ritorno della Madonna con il Bambino al Castello di Monselice rappresenta un momento di grande valore simbolico e culturale».
La partecipazione all’evento è su prenotazione: roccadimonselice@regione.veneto.it fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Info:
Fondazione Giorgio Cini onlus
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